Erbe selvatiche commestibili


La natura ci offre moltissime cose che non conosciamo nemmeno, o non conosciamo abbastanza, tra cui ci sono le erbe selvatiche commestibili. Le piante selvatiche sono particolari specie le cui foglie, fiori o frutti sono commestibili, ma che chiamiamo selvatiche perché crescono spontaneamente in natura e sono troppo delicate o improduttive da coltivare. Le piante selvatiche commestibili hanno numerosi benefici e possono essere particolarmente gustose.

Attraverso le erbe selvatiche commestibili, la natura ci offre una grande possibilità di preparare piatti diversi e salutari, con sapori e colori che non avremmo immaginato, invece di limitarci alle solite verdure che si trovano al supermercato. I fiori possono aggiungere un tocco di colore e aromi fragranti alle insalate, mentre le foglie di alcune piante possono essere bollite e usate per variare il sapore di piatti troppo monotoni.

È sicuramente consigliabile coltivare le erbe commestibili da soli, nel giardino o nel piccolo orto di casa, anche se molte le possiamo trovare che crescono spontanee nelle campagne. Però bisogna fare molta attenzione e saperle riconoscere con certezza, perché quelle non commestibili possono essere seriamente tossiche e nocive per la salute.

Tipi di piante selvatiche commestibili

Le piante e le erbe selvatiche che si considerano commestibili si possono dividere in queste categorie.

  • Con foglie commestibili: una grande varietà naturale di erbe e piante per rendere più gustosi piatti di verdure e insalate. Tra queste ci sono il tarassaco, l’ortica, la melissa, la rucola, il cardo mariano, l’ombelico di Venere.
  • Con fiori commestibili: sono un ingrediente delicato ma molto apprezzato per il delicato aroma che consente di aggiungere ai piatti. Alcuni sono più decorativi e spesso usati nelle insalate (il nasturzio o la viola), altri sono più aromatici e si possono cucinare, come la lavanda o il fiore di sambuco.
  • Con frutti commestibili: solitamente questi frutti selvatici commestibili sono molto ricchi di antiossidanti e vitamine, usati sia come cibo che come rimedi officinali. Tra questi ci sono il ginepro, la rosa canina, il sambuco.
  • Con radici commestibili: non sono tanti e non sono molto diffusi, ma il topinambur è un tubero abbastanza comune in molte zone europee.

Non mangiare qualsiasi pianta se non sei sicuro al 100% della sua commestibilità.

15 piante selvatiche commestibili che puoi usare anche tu

✅ Nasturzio

Sono piante con fiori molto appariscenti di colore arancione (o alcune tonalità di giallo e rosso), facilmente coltivabile in vaso o in giardino. Sarà un ottimo ingrediente per le insalate con colore e sapore, con un tocco speziato leggermente piccante, ma anche in preparazioni cotte. I nasturzi sono molto utili anche nell’orto per il controllo biologico dei parassiti, perché con il loro odore tengono lontani lumache, afidi e altri insetti nocivi.

Pianta di nasturzio.

✅ Calendula

È una pianta perenne che può durare diversi anni, utile anche nell’orto perché i suoi fiori gialli o arancioni attirano insetti benefici come le coccinelle, che sono predatori di afidi. È una delle piante selvatiche commestibili più utilizzate, i suoi fiori si possono usare in cucina come sostituto dello zafferano, per un meraviglioso tocco di colore e sapore. Inoltre, i suoi fiori sono ricchi di luteina, un potente antiossidante naturale che protegge la vista.

Piante di calendula.

✅ Borragine

La borragine è una delle erbe spontanee più conosciute, si può coltivare facilmente senza troppa cura ed è considerata un ingrediente fondamentale in molti piatti tipici. I suoi fiori blu, viola o bianchi rendono il giardino più bello e favoriscono l’impollinazione e la biodiversità. Le foglie sono molto buone, hanno un sapore delicato, ma vanno pulite bene perché sia i gambi che le foglie sono ricoperti di peli ruvidi, difficili da mangiare crudi. Anche i fiori di borragine sono molto buoni nelle insalate.

Pianta spontanea di borragine.

✅ Rosa canina

I petali di rosa caramellati sono molto usati come decorazione in pasticceria, ma possono anche essere mangiati o usati per aromatizzare gelatine, marmellate o salse. L’aceto alle rose (sia quelle selvatiche come la rosa canina che quelle coltivate) è un condimento facile da preparare e perfetto per dare un tocco speciale alle tue insalate. Vuoi prepararlo? Basta lasciare a macerare diversi petali di rosa, ben puliti e con un’incisione, in un barattolo di vetro ben chiuso con aceto di vino o aceto di mele per dieci giorni. Poi puoi rimuovere i petali e il tuo aceto alle rose è pronto.

Fiori di rosa canina.

✅ Cardo mariano

L’uso del cardo mariano come ingrediente in cucina è sempre più diffuso, soprattutto le foglie che si consumano cotte. Questo tipo di cardo ha importanti benefici per la salute, usato ad esempio per curare in modo naturale problemi del fegato come la cirrosi o l’eccesso di ferro.

Pianta selvatica di cardo mariano con fiore.

✅ Rucola

La rucola è una delle piante selvatiche commestibili più comuni e conosciute, molto diffusa nella cucina odierna soprattutto nelle insalate. La rucola aiuta a purificare l’organismo e viene usata contro la stitichezza, ma contiene anche sostanze antiossidanti, vitamine, luteina e zeaxantina. Come altre erbe selvatiche, è facile da coltivare anche in casa.

Rucola, un'erba selvatica commestibile molto buona.

✅ Malva selvatica

La malva è una pianta facilmente riconoscibile e abbastanza comune, le cui foglie possono essere cucinate come le verdure, eliminando i gambi. La malva è benefica per proteggere e sanare le mucose digestive e intestinali, per prevenire la stitichezza. Si possono consumare anche i fiori e frutti, che hanno un sapore delizioso.

Bellissima malva selvatica.

✅ Portulaca

Forse la più comune delle succulente, conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà nutrizionali e anche per le sue presunte proprietà curative. Ha un sapore leggermente acidulo e possono consumarsi le foglie e gli steli, crudi o cotti. In Australia i suoi semi si usano anche nella preparazione del pane ed era uno dei cibi preferiti del Mahatma Gandhi.

Pianta commestibile di portulaca.

✅ Grespino comune

Il grespino comune si trova molto facilmente nelle campagne e nei giardini. Le sue foglie sono commestibili, ma è meglio se la pianta è giovane, prima che esca il fiore, perché poi si riempie di una linfa bianca molto amara. Nello stesso genere di Sonchus ci sono diverse specie, che variano nella forma delle foglie.

erba selvatica commestibile molto comune, il grespino.

✅ Tarassaco comune

Molto simile al grespino, anche per questa erba spontanea è meglio preferire le foglie giovani prima che diventino troppo amare. È un delizioso ingrediente da aggiungere alle insalate tradizionali, apportando salutari benefici che possono migliorare il nostro processo digestivo e favorire la salute epatica.

Tarassaco, un'erba selvatica che si può mangiare.

✅ Chenopodio

Il farinello, altro nome comune con cui è conosciuta questa erba spontanea, appartiene alla stessa famiglia degli spinaci. Sono commestibili sia le foglie crude che cotte, mentre i frutti si trasformano in farina, bevande e altri usi. Il suo consumo è abbastanza popolare nei paesi del Sud e Centro America, dove fa parte dell’alimentazione umana da migliaia di anni ed era uno dei cibi di base prima che gli europei introducessero i loro cereali.

Piante selvatiche di Chenopodio o Farinello.

✅ Ortica

Solitamente l’ortica è considerata un’erba selvatica da cui tenersi alla larga, proprio per la sostanza irritante che la caratterizza. Però si può raccogliere con i guanti, lavare e far bollire, perché con il calore superiore a 60 gradi la sua sostanza urticante scompare. È molto ricca di clorofilla, calcio, ferro e altri minerali, possiamo consumarla come gli spinaci o aggiungerla in insalate, frittate e altre pietanze.

Ortica, pianta selvatica temibile ma buona.

✅ Ginepro

È un tipico arbusto spinoso le cui bacche si usano per la distillazione del gin, ma che possiamo usare anche per condire i nostri piatti per avere un aroma assolutamente particolare. Si combina molto bene con la preparazione di salse per carni e stufati, sia aggiungendo le bacche di ginepro intere nella salsa che triturandole come il pepe.

Cespuglio di ginepro con bacche.

✅ Senape bianca

Si riconosce fra le altre crucifere che crescono spontaneamente nei campi per i fiori a quattro petali, i frutti a forma di becco d’anatra e il suo sapore speziato. Si possono aggiungere i fiori nelle insalate, così come i frutti che contengono l’essenza speziata, favorendo la digestione e l’attività disintossicante degli enzimi epatici. Perfetta per insaporire con il suo aroma le zuppe, le insalate, i legumi o altri piatti dove aggiungere il suo sapore, seccata o in polvere.

Piante di senape bianca con fiori.

✅ Acetosa

La rumex acetosa è una delle piante selvatiche commestibili con più tradizione, utilizzata fin dall’antichità. Le sue foglie fresche sono usate per le insalate, con un sapore che assomiglia a quello dell’aceto, motivo da cui deriva il suo nome. È conosciuta per i suoi usi medicinali e consigliata come rimedio naturale contro l’anemia perché è una buona fonte di ferro e vitamina C, però è sconsigliata a persone con problemi renali perché può favorire la formazione di calcoli. Le radici e i semi si possono usare per infusi diuretici e contro le infezioni della pelle.

Acetosa, erba selvatica commestibile.

I benefici delle erbe selvatiche commestibili

La principale qualità delle erbe selvatiche commestibili è di natura gastromica, poiché ci permettono di ampliare la varietà di ingredienti della nostra alimentazione con nuovi sapori, oltre a recuperare delle verdure che i nostri antenati mangiavano in passato ma che rischiano di essere dimenticate.

Con foglie, fiori e frutti delle piante selvatiche possiamo (ri)scoprire nuovi sapori, preparando per esempio un’insalata con fiori di calendula, una nutriente zuppa di ortiche o una buonissima marmellata di more.

Le piante selvatiche hanno fatto parte dell’alimentazione tradizionale sin da epoche remote e il loro consumo come cibo è antico quanto l’uomo. Ripredere il loro uso in cucina è come recuperare una storia gastronomica che si rischia di perdere a causa della globalizzazione alimentare. Alcune di queste erbe sono ancora vendute nei mercati locali e non sono così difficili da trovare anche in Italia.

Rispetto alle verdure coltivate, le erbe selvatiche sono più ricche di alcuni fitonutrienti perché la loro crescita è stata più lenta, non sono state concimate, hanno avuto meno acqua ed hanno avuto il tempo di concentrare più sostanze come il magnesio, il manganese, il potassio e il calcio. Le verdure che compriamo nei supermercati invece provengono da coltivazioni agricole intensive, sono state abbondantemente irrigate e fertilizzate per farle crescere velocemente, perciò queste piante contengono più acqua e meno sostanze fitochimiche, responsabili del loro sapore.

Potrebbe sorprendere sapere che il Tarassaco, conosciuto anche come dente di leone, contiene più ferro, magnesio e calcio rispetto agli spinaci e alle bietole o più vitamina A delle carote.

Un altro grande vantaggio delle erbe selvatiche è che sono certamente ecologiche, a chilometro zero, di stagione e consumo locale. L’unica acqua utilizzata per farle crescere è quella della pioggia, non sono concimate con sostanze chimiche né viene alterato l’ambiente per la loro crescita.

Ancora attenzione: delle piante selvatiche citate e delle loro parti commestibili, andrebbero consumate solo quelle che si conoscono davvero, perché altre piante o altre parti di queste piante possono contenere principi tossici — velenosi — e possono essere molto dannose per la salute.