Spugna di mare: cos’è e caratteristiche

Spugna di mare in ambiente naturale.

Molte persone pensano che le spugne di mare non siano organismi viventi, o pensano che siano un tipo di piante acquatiche, ma in realtà sono animali invertebrati.

La spugna marina o spugna di mare è classificata scientificamente con il nome di porifera. Si tratta di animali che vivono solo in ambienti acquatici, non fanno movimenti e sono uno dei gruppi di animali più semplici che esistano, in quanto non hanno dei veri e propri tessuti.

Vediamo meglio cos’è la spugna di mare e quali sono le sue caratteristiche.

Descrizione e caratteristiche delle spugne di mare

La maggioranza delle spugne di mare non presentano una simmetria corporea, tranne alcune specie che hanno una simmetria radiale. La sua caratteristiche più tipica, da cui deriva il nome di poriferi, è che i corpi sono formati da un sistema di pori e canali in cui scorre l’acqua e che servono come metodo per nutrirsi ed ottenere ossigeno.

Questi animali non hanno dei veri tessuti, ma una grande quantità di cellule totipotenti, che sono in grado di differenziarsi nel tipo di cellula richiesto dall’animale. Questa caratteristica li rende molto versatili e molto capaci di rigenerare il proprio corpo in caso di perdita di massa.

La forma dei diversi tipi di spugne di mare può variare, ma tutte hanno una struttura di base simile: un grande foro centrale nella parte superiore del corpo, che pompa l’acqua che circola per tutto il corpo dell’animale, dove le pareti sono piene di pori di diverse dimensioni attraverso i quali avviene la circolazione del liquido.

Spugne marine sul fondo del mare, con pesci.

Tra tutte le sue cellule, ce ne sono alcune che sono esclusive delle spugne di mare: i coanociti o cellule flagellate. Queste sono cellule specializzate nella filtrazione dell’acqua, il processo necessario ad ottenere gli alimenti di cui si nutrono.

Dove vivono le spugne di mare?

Le spugne di mare sono animali con un’incredibile capacità di adattarsi a diverse situazioni e condizioni, cosa che sarebbe impossibile per altri animali. Sono capaci di vivere anche quando le acque che abitano sono contaminate da idrocarburi, metalli o altre sostanze. Le spugne marine hanno pochi predatori naturali, anche perché hanno un duro endoscheletro di spicole e grande tossicità.

Per questo è possibile trovare spugne marine in quasi tutti i mari e gli oceani del mondo. Tra i luoghi più conosciuti per la notevole presenza di spugne ci sono il Mediterraneo occidentale, i Caraibi, il Golfo del Messico e i mari del Giappone.

C’è purtroppo un fattore che affligge in particolare le spugne di mare ed è il cambiamento climatico. Questo fenomeno uccide migliaia di spugne marine ogni anno, mentre alcune cercano di adattarsi per sopravvivere. Perciò la presenza di questi particolari e suggestivi animali marini è considerato un buon indicatore.

Poiché le spugne marine sono animali sessili, vivono fisse sul fondo del mare, potendo vivere a grandi profondità o più superficialmente, sebbene la maggior parte delle spugne preferisca vivere in un ambiente senza troppa luce solare.

Cosa mangiano le spugne di mare?

Le spugne di mare si alimentano pricipalmente di piccole particelle organiche disciolte nell’acqua di mare attraverso un meccanismo di filtrazione, come detto prima. Possono nutrirsi anche di plancton e di piccoli batteri.

Questi insoliti animali marini possono vivere in simbiosi con batteri e organismi unicellulari, che facilitano il loro accesso al cibo. Inoltre, molte spugne sono usate come rifugio di diversi tipi di pesci, che portano con sé microscopiche particelle di cui si possono alimentare.

Come si riproducono le spugne di mare?

Un’altra domanda abbastanza frequente e un po’ curiosa sulle spugne di mare è: come si riproducono? Per rispondere bisogna precisare che la riproduzione delle spugne può essere asessuata o sessuata.

Spugna di mare in ambiente naturale.

Nella riproduzione asessuata, le cellule totipotenti che si trovano nel corpo delle spugne permettono loro di creare una nuova spugna dai frammenti o da alcune piccole protuberanze che finiscono per staccarsi. Sebbene la maggior parte delle spugne siano ermafrodite, avviene una riproduzione sessuata in cui gli spermatozoi e gli ovuli si sviluppano dai coanociti, vengono espulsi in acqua dove avviene la fecondazione e danno luogo a delle larve planctoniche, che in seguito diventeranno esemplari adulti.

Curiosità sulle spugne marine

Le spugne hanno una capacità unica e straordinaria: quando le sue cellule vengono separate da mezzi meccanici, tornano immediatamente a riunirsi e formare, in poche settimane, un individuo completo e funzionale.

Le spugne di mare hanno una incredibile quantità di tossine e antibiotici, che sfruttano per evitare di essere vittime dei predatori. Alcuni di questi composti sono molto utili in farmacologia per le loro proprietà antinfiammatorie, cardiovascolari, antivirali, antitumorali, eccetera e sono oggetto di studi approfonditi.

I primi abitanti del Mediterraneo usavano già le spugne durante i bagni. Aristotele, il grande filosofo e scienziato greco, le conosceva e descrisse la loro grande capacità di rigenerazione. I soldati romani le usavano per bere durante le campagne militari, al posto delle tazze, mentre la pesca delle spugne era una delle prove delle antiche Olimpiadi.

A metà del XX secolo, per la pesca abusiva e per varie epidemie, si ridusse notevolmente il volume delle spugne marine naturali commercializzate. Il declino di questo commercio poi divenne sempre maggiore con la comparsa delle spugne sintetiche.